Laboratorio della Meditazione "Il messaggio delle emozioni"

 ESCAPE='HTML'

Quest’anno il “laboratorio della meditazione” si dedica allo studio delle emozioni.  Psicologi, maestri spirituali e insegnanti approcciano il mondo delle emozioni con modalità diverse. Non esiste un punto di vista comune riguardo l’argomento.

Chi vive con consapevolezza è cosciente del proprio stato d’animo soggetto a continui cambiamenti. Lo stato d’animo è una condizione fisica e psichica che perdura nel tempo, mentre le emozioni sono momenti intensi che si presentano di solito per un periodo di tempo molto breve.

Cercheremo di capire se è lo stato d’animo a determinare le emozioni, oppure se sono le emozioni che stiamo vivendo a creare un determinato stato d’animo che ci ingabbia in uno schema di pensiero per un tempo più o meno lungo.

Anche se non risolveremo il quesito tra emozione e stato d’animo, attingendo dagli innumerevoli strumenti forniti dallo Yoga e non solo, faremo un viaggio nel nostro essere più profondo per diventare consapevoli di come entrambi si manifestino e condizionino il vivere quotidiano. Vedremo come uscire da stati e schemi mentali distruttivi, che limitano la nostra felicità. 

Cosa sono le emozioni e perché occuparsene.

Siamo noi a controllarle o sono loro a controllare noi? Siamo esseri emotivi, ogni decisione che abbiamo preso e prenderemo in futuro sono regolate dal nostro stato emotivo. Per questo è importante conoscerne la natura, come si generano ed agiscono su di noi.

Le emozioni sono una risposta all’ambiente, si presentano velocemente senza passare dalla consapevolezza ordinaria, coinvolgendo la parte più arcaica del cervello. Vengono alterati il flusso ormonale, la respirazione, gli schemi di pensiero e il nostro comportamento, inducendo una risposta immediata a ciò che succede. Ci permettono di capire come stiamo vivendo una determinata esperienza e ci segnalano come relazionarci con l’ambiente. Se non si è adeguatamente preparati, riducono in parte - e a volte completamente - la nostra lucidità mentale, portandoci a compiere azioni che non avremmo fatto in loro assenza.

Alcune emozioni seguono schemi di reazione automatiche che abbiamo appreso nei primi anni di vita per adeguarci intelligentemente all’ambiente. Appaiono nello stesso modo in tutta la specie umana e in parte in quella animale.

La paura ad esempio ci mette nella condizione di attaccare o fuggire, segnalandoci una situazione pericolosa. Se i nostri avi non avessero riconosciuto questa emozione, la specie umana si sarebbe estinta, per l’incapacità di riconoscere le minacce.

Altre emozioni sono complesse, condizionate dall’ambiente culturale in cui si vive e ci creano un sacco di problemi relazionali. Una di queste è la vergogna, dove il nostro essere risponde con segnali fisici tipici, a seconda dell’età e della cultura a cui si appartiene.

Interessante il punto di vista del Dalai Lama, che non considera le emozioni negative o positive, ma adeguate o meno alla situazione. Inoltre mette in evidenza come lo stato mentale meditativo non permette all’emozione “distruttiva” di esprimersi.

Dalai Lama: quando studiamo le emozioni e cerchiamo di comprendere quali sono negative e quali non lo sono, non dovremmo considerare tanto la natura delle emozioni stesse, quanto piuttosto la misura in cui tali emozioni risultino realistiche e adeguate alla situazione, e quanto invece possano essere irrealistiche. Quando un’emozione non è realistica tende ad essere negativa, ovvero distruttiva.

… la meditazione sviluppa la “meta-attenzione”, una forma di autoconsapevolezza. Il ruolo di questa meta-attenzione è di addestrare il praticante a individuare la manifestazione della tendenza verso una particolare emozione prima ancora che questa si sia realmente sviluppata. Più ci si addestra in tal senso, maggiore è l’anticipo con cui si giunge a identificare il potenziale insorgere di una certa emozione… disinnescandola se non adeguata.

Quali sono le emozioni?

Alcune scuole di pensiero le suddividono in due gruppi. Emozioni primarie, quelle innate e riscontrabili in qualsiasi popolazione, per questo sono definite primarie ovvero universali. Le emozioni secondarie, invece, sono quelle che originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell’individuo e con l’interazione sociale.

Le emozioni primarie o di base sono:

1.   rabbia, generata dalla frustrazione che si può manifestare attraverso l’aggressività;

2.   paura, emozione dominata dall’istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto ad una situazione pericolosa;

3.   tristezza, si origina a seguito di una perdita o da uno scopo non raggiunto;

4.   gioia, stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri;

5.   sorpresa, si origina da un evento inaspettato, seguito da paura o gioia;

6.   disprezzo, sentimento e atteggiamento di totale mancanza di stima e disdegnato rifiuto verso persone o cose, considerate prive di dignità morale o intellettuale;

7.   disgusto, risposta repulsiva caratterizzata da un’espressione facciale specifica.

Le emozioni secondarie, invece, sono quelle combinazioni originate dalle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell’individuo e con l’interazione sociale. Esse sono: allegria, invidia, vergogna, ansia, rassegnazione, gelosia, speranza, perdono, offesa, nostalgia, rimorso e delusione.

Come abbiamo più volte constatato nei laboratori tematici, la chiave per ogni indagine esperienziale è sempre avere un livello energetico alto ed equilibrato. Questa condizione ci rende attivi e ricettivi verso i messaggi che giungono dall’esperienza in atto. Le forme del kundalini yoga ci pongono in equilibrio e ci portano in alto, la coordinazione mente corpo consente di fare esperienza dell’infinito nel finito e la pratica con la luce (fosfenismo) attiva le aree del cervello di difficile accesso. Il tutto permea il nostro essere con l’obiettivo comune di comprendere la nostra vera natura, dove le separazioni sono solo illusioni.

considerazioni sul laboratorio della meditazione...

Nel mio percorso di ricerca ho conosciuto e fatto tesoro della storia di diversi personaggi e sono rimasto affascinato in particolare dal filosofo indiano  Jiddu Krisnamurti, il quale considerava la pratica meditativa come un processo di osservazione del proprio pensiero e invitava ad indagarne la struttura. Si contrapponeva vivacemente ai Guru e santoni con un grosso seguito, che spopolavano negli anni settanta in occidente. Ironico, carismatico rispondeva alle domande con delle domande e affermava: “…. quando l’uomo diventa consapevole del movimento dei propri pensieri, vede la divisione fra pensatore e pensiero, fra osservatore e osservato, fra colui che sperimenta e l’esperienza. Scopre che questa divisione è un’illusione.”

La mia proposta nei laboratori della meditazione prende in considerazione il pensiero di Krisnamurti solo dopo che il panorama delle tecniche del Kundalini Yoga, i principi della coordinazione mente-corpo e i concetti del Sat Nam Rasayan hanno prodotto “stabilità ed equilibrio”. Considero le scuole come dei  catalizzatori da utilizzare ma da cui non dipendere.

Kundalini Yoga. Utilizza sofisticate meditazioni; le posizioni del corpo con specifiche angolazioni inducono una forte stimolazione psicofisica. Velocemente si entra nel silenzio dello stato meditativo.
Coordinazione mente-corpo. Con queste tecniche si scopre la relazione tra finito e infinito; senza trascendere, nello spazio e tempo che ci è dato vivere, sperimentiamo la stabilità data dall’unificazione con i principi dell’universo.
Sat Nam Rasayan. Meditazione curativa, utilizza lo “stato meditativo contemplativo” per ridurre le resistenze che intaccano la salute.

Le tecniche non utilizzate in modo corretto e non abbandonate quando obsolete, diventano un  limite per la nostra intelligenza. Volendo utilizzare una metafora, possiamo pensare di attraversare un fiume a nuoto ma se disponiamo di una barca è molto più comodo e veloce! Giunti sull’altra sponda ce ne liberiamo per continuare il viaggio a piedi, leggeri e senza il peso delle “scuole di pensiero”.

 

 ESCAPE='HTML'